Fictional Anthology
My flowers
Stadt der Engel 

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February Tuesday 2009 08:43pm
[...] Stringemmo il nostro patto di silenzio e di bugie: non puoi amarti alla luce del sole, del resto, se non sei un angelo. Non attraversi la gente, né la loro ipocrisia. Non attraversi la diffidenza e neppure le dita puntate. Non puoi sottrarti alla violenza del buonsenso.
A me stava bene, in fondo: era in linea con il mio personaggio.

Bill mi baciava a fior di labbra e mormorava ironico: “Questa solitudine mi sta facendo impazzire”.

Ero io la sua solitudine.
La sua ombra.
Il suo angelo custode.
Lui era Marion, la funambola che amava Nick Cave: era un desiderio tanto forte da spezzare anche il mio Muro.
Da farmi cadere nella vita vera.


Bill era uno che credeva tremendamente nell’Amore.
Usava solo e sempre la maiuscola. Aveva i coglioni per fregarsene del sesso: quel che gli importava era la sostanza.
Anche se non era abbastanza sensibile da capire la metafora dell’angelo, insomma, il suo cuore l’aveva comunque trasformata in una realtà plausibile.

E poi è successo [...].

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